Alla scoperta del poeta dialettale Tolmino Baldassarri, letto dal nostro socio Vittorio Argnani

Il consueto appuntamento agostano del Club, trascorso questa volta in compagnia degli amici del Rotary di Lugo, si è svolto all’insegna della convivialità e del piacere di gustare una gradevole cornice rurale in agriturismo. L’apertura della serata da parte del presidente Giuseppe Gaiba è stata scandita dai saluti alla presidente del Rotary Club di Lugo Simonetta Zalambani, all’ospite della serata Bruna Baldassarri, past president del sodalizio lughese, al nostro socio Vittorio Argnani relatore della serata e a tutti i soci presenti.

Il presidente, ceduta la parola alla sua omologa di Lugo per i saluti di apertura, ha poi introdotto la Dott.ssa Bruna Baldassarri, precedente Direttore Sanitario e “lughese eccellente dell’anno 2021” a cui ha riconosciuto una lunga carriera e una profonda stima professionale.  La Dott.ssa Baldassarri ha espresso gratitudine al Club per questo invito e la serata dedicata alla lettura di alcune poesie dello zio Tolmino Baldassarri, compianto poeta dialettale della tradizione locale ma dal respiro di letteratura nazionale, tanto da renderlo parte dell’enciclopedia della poesia italiana.

La selezione di alcune poesie del Baldassarri e la loro lettura in lingua dialettale è stata affidata alla magistrale interpretazione del nostro socio Vittorio Argnani, proseguendo con la sua consuetudine di dedicare una serata estiva al recupero della cultura letteraria dialettale per promuovere la memoria locale, valorizzando il prezioso significato della tradizione. Vittorio Argnani ha apprezzato la scelta del contesto rurale per queste letture, citando Tonino Guerra, e ha sottolineato innanzitutto con lieve rammarico come la traduzione in italiano risulti sempre più necessaria per un uditorio caratterizzato dalle generazioni che si susseguono.

Vittorio ha introdotto la lettura delle liriche di Tolmino Baldassarri con una sintetica descrizione della sua poetica, definendola assolutamente in linea con quella italiana e dialettale contemporanea. Essa è infatti svincolata da schemi stringenti e libera nella forma; i contenuti sono soprattutto focalizzati sui valori della vita dell’autore. In particolare, si evidenziano gli aspetti sociali di giustizia e onestà nella chiave di lettura di una religione laica, dal connotato tipicamente romagnolo. Si descrive poi il rapporto dell poeta con la divinità tramite un’assoluta e rispettosa genuinità, senza formalità o ipocrisie: efficace la sua accorata versione della preghiera del “Padre Nostro” di cui Vittorio ha dato lettura.

I rapporti umani sono fulcro delle poesie del Baldassarri, in particolare l’amicizia e l’amore, trattati sempre senza retorica o sofisticazioni. Vittorio ha poi recitato alcuni componimenti in cui il poeta racconta i suoi ricordi di un piacere giovanile nel cercare “prugne acerbe”, anche arrampicandosi sugli alberi a costi di qualche ferita alle ginocchia. Nonostante la fatica di quelle acrobazie, in età matura il poeta si rammarica di non trovare più quelle emozioni di gioventù, quelle prugne acerbe così gradevoli, ormai solo nella memoria.

La lettura dialettale, alternata alla traduzione in italiano, si è poi interrotta per una lettura mista in cui le due lingue si sono fuse in un continuo unico in cui, come ha sottolineato Vittorio, si sia potuta creare una sola lingua, universale come l’arte. Dalle parole del poeta per la natura, in cui esprime il piacere nel sentire la nebbiolina, la pioggia oppure l’acqua fresca del refrigerio presso un pozzo, il discorso si è fatto profondo e si è volto verso i significati ultimi della vita.

Una lirica brevissima ha riassunto in modo efficace l’avventura umana, con una metafora semplice di natura: “L’ultima foglia gialla strappata al ramo, mi racconta della vita”. La rassegna è stata conclusa affrontando il tema della morte, definita come “farfalla nera che sbatte sugli occhi”. Il poeta coglie un efficace paragone con la tristezza improvvisa della gioventù, in cui quella farfalla torna repentinamente ad allungare la sua ombra di rammarico.

Infine, la lettura di un’esperienza naturalistica e amorevole di un’escursione in barca in compagnia di ranocchi nell’oscurità ha concluso le suggestioni del poeta Tolmino Baldassarri, attraverso l’accorata ed appassionata lettura di Vittorio Argnani. La serata è divenuta un interessante incontro con questo poeta e con le nostre tradizioni, nell’atmosfera dell’estate in collina in cui il passato è sempre vivo nella memoria e nei suoi lasciti che plasmano il nostro presente.

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