PARTECIPAZIONE ALLA COLLETTA ALIMENTARE

Da alcuni anni si sta concretizzando una splendida collaborazione fra diversi Distretti Rotary italiani e l’Associazione ONLUS del “Banco Alimentare”, deputata alla raccolta di alimenti da destinare a persone o famiglie in difficoltà.

All’interno del Distretto 2072 a cui appartiene il Club di Faenza, la nostra partecipazione si è sempre distinta nell’ambito di questa iniziativa, con la partecipazione di soci, accompagnati da consorti e familiari, aiutati spesso dagli amici del nostro Rotaract, nella giornata novembrina della raccolta di alimenti, effettuata presso centri commerciali.

In questa spontanea gara di emulazione fra i Club dell’Emilia-Romagna, il nostro è sempre risultato primo, sia per numero di persone coinvolte, che per quantità di alimenti raccolti. Visto il crescente successo di parteipazione dei nostri soci all’iniziativa, anche nei prossimi anni si potranno notare i nostri soci, contraddistinti dai classici berrettini del Rotary, a raccogliere, alle uscite dai centri commerciali di Faenza e dintorni, alimenti che i cittadini vorranno generosamente donare.

Durante l’annata 2020-2021, vista l’oggettiva impossibilità a prestare servizio presso i supermercati per le restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria dovuta al COVID, i Rotary Club della provincia di Ravenna (Ravenna, Galla Placidia, Lugo, Faenza) e di Imola coordinati dal Rotary Club Castel Bolognese Romagna Ovest sono scesi nuovamente in campo insieme, nell’impegno per alleviare le difficoltà di tante famiglie dovute all’emergenza COVID nei propri territori. Alla presenza del sindaco di Faenza Dott. Massimo Isola e della consigliera regionale Manuela Rontini, del presidente dela Fondazione Banco Alimentare Stefano Donati e il presidente eletto del Roraty Club Faenza Dott. Andrea Rava, il Rotary Club Castel Bolognese Romagna Ovest a nome di tutti ha consegnato alla Fondazione Banco Alimentare Emilia Romagna un carico di 1310 Kg (1,3 tonnellate) di carne bovina di prima qualità, macellata e già porzionata grazie alla collaborazione con il Consorzio del Vitellone Bianco dell’Appennino centrale. L’iniziativa è stata soprannominata con simpatia “T’amo,o pio bove”.

 

 

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