Il futuro, molto spesso, è già cominciato. È da questa idea che nasce Futuro prossimo. Capire il cambiamento. Guidare il futuro, il ciclo di otto incontri scelto dal Rotary Club Faenza per accompagnare l’annata 2026-2027. Otto appuntamenti per osservare da prospettive diverse le trasformazioni che interessano le persone, il territorio, l’impresa e la società, provando a comprenderle e a trovare strumenti per affrontarle.
I primi tre incontri hanno già tracciato un percorso che parte dall’individuo, passa per il territorio e arriva all’innovazione. Ad aprire il ciclo è stato Paolo Svegli, coach aziendale ed esperto di Programmazione Neuro-Linguistica, con Cambiare abitudini. Le leve che guidano l’evoluzione. Al centro, i meccanismi che orientano il comportamento umano, e la possibilità di riconoscere e modificare le abitudini che ci condizionano.

Con Matteo Castelli e Gian Franco Castelli lo sguardo si è spostato dalla persona al territorio, con un tema particolarmente vicino a Faenza: Oltre l’emergenza. Nuove tecnologie e strategie per la sicurezza del Lamone. Ingegneria, idrografia e rilievo del territorio sono stati gli strumenti attraverso cui leggere il fiume e interrogarsi sulla sua sicurezza. Dopo le alluvioni che hanno colpito la Romagna, parlare di futuro significa anche passare dalla risposta all’emergenza alla capacità di conoscere il territorio, prevenirne i rischi e progettare strategie adeguate.
Il terzo incontro ha portato Futuro prossimo nel campo della ricerca e dell’innovazione. Cosimo Maria Palopoli, founder e CEO di IUV, ha raccontato Il packaging che scompare. Dalla natura, nuovi materiali che si dissolvono in acqua. IUV sviluppa materiali alternativi alla plastica a partire da componenti di origine naturale, lavorando su soluzioni idrosolubili e rivestimenti destinati anche al settore alimentare. L’idea alla base della ricerca ribalta il modo di pensare l’imballaggio: progettare un materiale significa interrogarsi fin dall’inizio anche su ciò che ne sarà dopo l’utilizzo.

Cambiare le proprie abitudini, cambiare il modo in cui proteggiamo il territorio, cambiare persino i materiali degli oggetti che utilizziamo ogni giorno. Tre argomenti molto diversi che mostrano il filo conduttore scelto dal Rotary Club Faenza: guardare alle trasformazioni già in corso, comprenderne possibilità e conseguenze e mettere a confronto competenze ed esperienze diverse.
Con altri cinque incontri ancora da vivere, Futuro prossimo continuerà a esplorare il cambiamento da nuovi punti di vista. Perché il futuro evocato dal titolo è, appunto, prossimo: abbastanza vicino da riguardarci già oggi e ancora abbastanza aperto da poter contribuire a costruirlo.